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Trasferimento della rivendita 

Il trasferimento delle rivendite ordinarie, sia all’interno della propria area territoriale di influenza  commerciale, sia all’esterno della medesima, è consentito con le modalità ed alle condizioni di seguito riportate.
Le due tipologie di trasferimento 
Il trasferimento delle rivendite può essere “fuori zona” o “in zona” a seconda del mutamento o meno dell’area di influenza commerciale della rivendita. 
Il trasferimento è, pertanto da intendersi fuori zona quando, anche se di entità limitata, comporti un netto spostamento dell’area territoriale di influenza commerciale della rivendita stessa, con forte incidenza o scavalcamento di quella di pertinenza di altri esercizi.
Trasferimento in zona
1 -  Il trasferimento è considerato in zona se non mutano le tre tabaccherie più vicine. Da notare che il concetto di zona non indica il quartiere, bensi l'area delimitata dal triangolo formato dalle tre tabaccherie più vicine.
Se si tratta del trasferimento di una rivendita posta a distanza regolamentare dalle congeneri più vicine, lo spostamento non potrà essere comunque autorizzato qualora si infranga, anche nei confronti di un solo esercizio, la distanza minima regolamentare;
2 -  In caso di rivendite già ubicate a distanza inferiore alla minima consentita, saranno senz’altro autorizzati gli spostamenti che determinino l’aumento delle distanza preesistenti;
3 - Per le rivendite ubicate nelle zone urbane centrali a distanza inferiore a quella prevista, è consentito il trasferimento nella stessa zona , ancorchè comporti l’ulteriore avvicinamento ad altra rivendita, purchè tale avvicinamento non sia superiore al 15% della preesistente distanza. Tale facoltà può essere esercitata una sola volta nell’arco dei dieci anni, indipendentemente dai cambi di titolarità dell’esercizio.
Trasferimento fuori zona
 
1 - Il trasferimento delle rivendite fuori della propria zona di influenza commerciale è subordinato al rispetto dei parametri di distanza e di reddito previsti per le nuove istituzioni nonché della distanza superiore a metri 600 dal congenere più vicino quando sia già stato raggiunto, nei comuni fino a 10000 residenti, il rapporto limite di una rivendita ogni 1500 abitanti;
2 - Il trasferimento potrà essere accordato quando la richiesta provenga da una rivendita che, per pregresse situazioni, sia posta a distanza inferiore a quella minima prevista qualora lo spostamento comporti l’allontanamento dalle congeneri più vicine;
3 - Qualora, invece, l’istanza provenga da un rivenditore posto a distanza regolamentare, ma non superiore ai metri 600 dal congenere più vicino, l’istanza stessa potrà essere accolta a condizione che la produttività conseguita dalla rivendita nell’ultimo biennio risulti inferiore , per ciascuno dei due anni, ai relativi parametri previsti per le nuove istituzioni;
4 - Per le rivendite ubicate nelle località sparse, poste a distanza superiore a metri 600 il trasferimento potrà essere accordato solo se la produttività della rivendita interessata, nell’ultimo biennio, risulti inferiore ai 2/3 dei corrispondenti parametri. Salvo casi di forza maggiore, il trasferimento fuori zona non può essere accordato se non siano trascorsi almeno tre anni dall’istituzione della rivendita o dalla cessione di essa ai sensi dell’art.31 della legge 22 dicembre 1957 n° 1293
5 -Viceversa, al fine di evitare attività di tipo speculativo, è vietato il conferimento della rivendita ai sensi dell’art. 31 della legge 22 dicembre 1957 n° 1293, prima che siano trascorsi due anni dal provvedimento di autorizzazione al trasferimento fuori zona della rivendita stessa.